Mama Afrika
10 11 2008
E cosi’ se n’e’ andata come voleva lei, come aveva detto che sarebbe stato: sul campo, combattendo. Era venuta a Castel Volturno a combattere ancora una volta, nonostante l’eta’ e le precarie condizioni di salute, come aveva gia’ fatto innumerevoli altre volte in passato.
Voglio aggiungere solo un piccolo ricordo personale alle tantissime parole che oggi si spendono in tutto il mondo per lei.
La vidi in un concerto a Lugano, mi pare fosse il 1994. Davanti al palco stavano file e file di sedie, e dietro le sedie c’era un bel po’ di gente in piedi. Si capiva al volo quali erano gli svizzeri e quali gli italiani. Gli svizzeri erano quelli seduti, composti, ben vestiti, alcuni non piu’ giovanissimi, che applaudivano educatamente. Gli italiani erano quelli dietro, che facevano rumore, ballavano, cantavano e si agitavano. Perche’ come diavolo si fa a stare seduti composti a un concerto di Miriam Makeba? Non si puo’. E infatti pian piano, nel corso del concerto, anche gli educatissimi svizzeri cominciarono dapprima a muoversi un pochino sulle sedie seguendo il ritmo, poi ad agitarsi sempre di piu’, per arrivare alla fine ad acclamare in piedi, saltando e ballando. Un miracolo. E io di quel concerto ho continuato a ricordare, oltre alla musica e alla bellissima voce di Miriam, questo piccolo miracolo. Mama Afrika era riuscita a far ballare gli svizzeri.
Concludo segnalando questa intervista del giugno 2008, lunga e molto interessante. Grazie a Raffaele per averla postata.
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Tag: Miriam Makeba
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Armi di distrazione di massa
9 11 2008Un incidente a un sottomarino nucleare non e’ notizia di tutti i giorni. Eppure l’incidente al sottomarino russo Nerpa, costato la vita a 20 persone (il «peggiore incidente per la marina russa da quando il sottomarino nucleare Kursk affondò nel Mare di Barents nel 2000 con tutti i 118 marinai a bordo»), non merita la prima pagina di Google News e viene relegato in fondo alla pagina delle notizie dall’estero. Accade poi una cosa curiosa: se si clicca sulla voce e altri 42 articoli simili » in fondo al trafiletto, si apre una pagina che dice: “Non è stato trovato nessun articolo correlato.” In realta’, facendo una ricerca specifica per “sottomarino nucleare” + “incidente” + “russo” si ottengono 74 risultati.
Ma forse non e’ il momento buono per parlare di cose simili [1]. Il nanopremier in visita in Russia ha pensato bene di dare in pasto ai media mondiali la battutaccia su Obama “abbronzato”, distraendo dal resto:
Il prossimo grande affare sarà il nucleare: «La Russia e l´Italia potrebbero avviare dal 2009 la progettazione congiunta di reattori di generazione 3 e 4», ha detto ai giornalisti Sergueï Kirienko l´amministratore del monopolista atomico di Stato Rosatom che gestisce tutte le industrie ed i siti nucleari della Federazione russa.
«Questo lavoro potrebbe iniziare l´anno prossimo» ha spiegato Kirienko a margine del summit italo-russo.
E proprio la frenesia per le elezioni negli Stati Uniti ha quasi completamente oscurato un’altra notizia: il giorno delle elezioni, il 4 novembre (ma te guarda a volte il caso…), la Camera ha approvato il disegno di legge 1441-ter, che sancisce il ritorno del nucleare in Italia. E fin qui, c’era da aspettarselo. Ma non e’ proprio tutto qui. Ci sono almeno tre aspetti della legge che giustificano il fatto di averla “nascosta” dietro il carrozzone elettorale a stelle e striscie:
- la legge prevede l’esercizio dei poter sostitutivi del Governo, esautorando regioni e comuni, anche per la localizzazione delle centrali;
- i siti individuati dal Governo per l’ubicazione degli impianti vengono dichiarati di interesse strategico nazionale, e dunque militarizzati fin dalla posa della prima pietra;
- viene infine conferita delega al Governo per la determinazione delle modalità di smaltimento delle scorie radioattive e dunque potenzialmente anche per la scelta del sito unico.
Ce n’e’ abbastanza di che preoccuparsi, no? Quindi e’ meglio che gli italiani pensino ad altro.
[1] In realta’ pare che non ci sia stata alcuna fuga radioattiva. Pareva cosi’ anche a Chernobyl, all’inizio, almeno a stare a sentire i russi; i quali non guadagnarono certo in credibilita’, da quella tragedia. E proprio sulla credibilita’ internazionale della Russia, probabile futura partner nucleare, si gioca una parte del rimpiattino mediatico. Quindi la semplice combinazione sottomarino nucleare russo + incidente + vittime e’ gia’ pericolosa in se’, fa scattare associazioni inconsce che e’ meglio evitare.
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Tag: Berlusconi, incidente al sottomarino Nerpa, nucleare, Russia
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Certe finestre
8 11 2008
La prima cosa a cui ho pensato e’ stata che da certe finestre non volano solo gli anarchici.
Ma andiamo con ordine. Al gr di radiopopolare sento questa notizia: un algerino, immigrato regolare e sposato a un’italiana, e’ morto a causa delle ferite riportate dopo “essersi gettato” dalle finestre di una caserma dei Carabinieri di Genova. In molti hanno dubbi sulla reale dinamica dei fatti: Farid Aoufi era gia’ stato in carcere diverse volte, quindi non era nuovo a simili esperienze e i suoi parenti affermano che non avrebbe mai fatto una cosa del genere.
Vado su Google News per saperne qualcosa di piu’ e come prima cosa scopro che la notizia non solo non e’ in prima pagina, ma nemmeno nella pagina delle notizie italiane. Per scovarla occorre conoscerla gia’ e fare una ricerca specifica. Eh vabbe’, chissenefrega di un “marocchino” che muore, mica e’ una notizia, no?
Cercando trovo questo articolo. Ci si trova qualche dettaglio sui precedenti di Farid:
«Numerosi i precedenti penali di Farid Aoufi, tra cui una condanna nel 1989 per omicidio volontario in danno di un connazionale per il quale aveva anche trascorso un anno nell’ospedale psichiatrico militare di Montelupo Fiorentino. Gli altri precedenti sono per rapina, ricettazione, furto e porto abusivo d’arma.»
Mah… gettarsi da 10 metri con le mani legate e’ un suicidio, non un tentativo di fuga, ma uno con quei precedenti non mi sembra tipo da farsi prendere dal panico perche’ e’ stato arrestato o da tentare il suicidio. Ah, pero’, ospedale psichiatrico, magari allora aveva qualche rotella fuori posto… ma i suoi familiari dicono che non avrebbe mai fatto una cosa simile… boh.
Ma c’e’ dell’altro: la dinamica degli eventi secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri della caserma in cui e’ avvenuto il fatto. Vediamo un po’…
«L’uomo è stato ammanettato con le mani dietro la schiena e portato nella vicina Stazione Carabinieri ‘Maddalena’. Alle 17,30 le sue mani sono state liberate e nuovamente ammanettate frontalmente così da consentirgli di firmare il modulo multilingue in cui sono stati annotati i suoi dati personali.
In questa fase, sempre secondo quanto riferito dai militari, il 46nne si è precipitato verso una finestra che si trovava alla destra della scrivania di fronte alla quale era seduto, ha fatto scattare la serratura e si è gettato nel vuoto precipitando per dieci metri.»
Immagino la scena: a Farid vengono tolte e rimesse le manette (quindi doveva esserci almeno un carabiniere accanto a lui, oltre all’ufficiale che probabilmente aveva compilato il modulo). Con le mani bloccate in questo modo, Farid riesce ad alzarsi dalla sedia, andare verso la finestra, aprirla e salire sul davanzale (non deve essere comodo, con le mani impedite in quel modo) e infine gettarsi di sotto, il tutto senza che nessuno dei presenti nella stanza abbia il tempo di bloccarlo.
Boh. A me non quadra mica, eh. E’ proprio una questione di tempistica, ecco. Anche senza le altre considerazioni.
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E gia’ che ci sono, sempre a proposito di forze dell’ordine, segnalo pure un altro pestaggio ai danni degli studenti che protestano:
Mi sono guardata attorno: c’erano studenti che piangevano. Una ragazza si teneva la testa, un’altra si toccava il braccio dolorante. Un ragazzo perdeva sangue dalla testa. E tutto questo per aver cercato di scavalcare i tornelli e tentare di bloccare, simbolicamente, i binari di dei treni. Una decisione che gli studenti dell’Onda avevano preso almeno un’ora prima di raggiungere la stazione Ostiense. Lo avevamo capito noi giornalisti quando abbiamo visto i leader della protesta che concordavano il percorso con i dirigenti delle forze dell’ordine e ci sembrava impossibile che non lo avessero capito anche loro.
Eppure, all’ingresso della stazione, gli agenti si sono schierati ai lati dell’edificio. Quasi ad attendere che gli studenti entrassero per poter poi intervenire.
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Tag: scuola, Giuseppe Pinelli, Farid Aoufi, forze dell'ordine
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Refusnik Tango
4 11 2008Se fossi nei paraggi di Milano, sabato 8 andrei a vedermi questa cosa:
Arci Milano, insieme a Ipsia-Acli e a Leoncavallo Spa, promuove il concerto di
MARCO FUSI GROUP.
Una splendida occasione di riflessione, di musica, di impegno sociale.
SABATO 8 NOVEMBRE - REFUSNIK TANGO
Presso il Centro Culturale S. Fedele, p.zza S. Fedele (MM Duomo), Milano, ore 21.00.
Suoni, parole, poesie a favore dei pacifisti israeliani impegnati per la pace in medio oriente.
Ente patrocinatore:
Club Tenco Sanremo
Ospiti: Moni Ovadia (intervento video), Lidia Ravera, Nando Dalla Chiesa, Pierfrancesco Majorino, Roberto Giudici
Info e biglietti (soli 16 euro)
Io ne ho saputo grazie a uno spot di oggi su radiopopolare. Ma Moni Ovadia nello spot diceva qualcosa di leggermente diverso: non «Suoni, parole, poesie a favore dei pacifisti israeliani impegnati per la pace in medio oriente» ma qualcosa di piu’ specifico, qualcosa come «Suoni, parole e poesie per i militari israeliani in carcere contro l’occupazione della Palestina». I refusnik (o refusenik), appunto. Chissa’ come mai questa interpretazione piu’ blanda da parte di Arci Milano, quasi a voler nascondere la vera natura dell’evento (il cui incasso sara’ interamente devoluto al sostegno degli obiettori di coscienza israeliani). Al contrario, io ci andrei proprio per quello. Perche’ trovo che in un posto come Israele ci voglia un notevole coraggio ad opporsi in prima persona e pagando sulla propria pelle alla politica di occupazione e alla continua violazione dei diritti umani fondamentali che porta avanti il governo; e credo che queste persone abbiano bisogno di tutto il sostegno possibile.
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Tag: Israele, Moni Ovadia, Palestina, refusenik, Refusnik Tango
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